Inappetenza Gatto: Cause e Suggerimenti

Che cosa fare se vi accorgete dei primi segnali d'inappetenza del gatto; cause e consigli utili per gestirla

INAPPETENZA DEL GATTO: CONSIGLI E SUGGERIMENTI 

Il gatto è un cacciatore solitario, dotato di sofisticati sensi e di una strabiliante agilità motoria che in natura gli permettono di localizzare la preda e di acciuffarla a colpo sicuro.

Fra i sensi l’olfatto è molto sviluppato, seppure in misura minore rispetto al nostro amico cane. Il gusto al contrario è molto, diciamo così, raffinato: motivo per cui i proprietari di gatti definiscono spesso il loro micio sofisticato nella scelta del cibo.

Il gatto è un animale che ama la privacy e per lui l’alimentazione non ha una valenza sociale, è abituato in natura a cibarsi da solo, dopo aver agguantato la sua piccola preda, quindi esige tranquillità nel consumo dei pasti.

Analizziamo alla luce di questi dati come ottimizzare la fornitura della razione giornaliera al gatto e gestire i casi in cui il nostro amico felino si dimostra difficile nel cibarsi o addirittura si rifiuta di farlo.

 

GATTO INAPPETENTE: QUALI POSSONO ESSERE I PRINCIPALI MOTIVI? 

I motivi più frequenti per cui un gatto mangia poco o si mostra inappetente possono essere legati principalmente a tre fattori:

  1. Per il tipo e la presentazione dell’alimento.
  2. Per fattori ambientali.
  3. Per motivi di salute.

Tipo e presentazione dell’alimento.

  1. Ciotola sporca e maleodorante. La ciotola deve essere sempre presentata pulita e priva di odori, si consiglia di evitare ciotole in plastica che potrebbero alterare gusto e odore dell’alimento, mentre si prediligono quelle in vetro o ceramica. Inoltre le ciotole dovrebbero essere abbastanza larghe per evitare il contatto con le vibrisse del gatto che sono molto sensibili.
  2. Luogo inadatto. La ciotola deve essere collocata lontano dalla lettiera del gatto, dalla toilette degli umani e così pure da luoghi di frequente transito dei proprietari, quindi in un posto pulito, fresco e tranquillo.
  3. Cibo che viene lasciato per troppo tempo nella ciotola. È importante che l’alimento, specialmente se si tratta di cibo umido, sia proposto al gatto in piccole razioni nel corso della giornata per evitare che non rimanga per troppo tempo all’interno della ciotola.
  4. Alimento freddo. Il gatto non ama i cibi troppo freddi né troppo caldi. È importante servire la razione, soprattutto se si tratta di alimenti umidi, a temperatura ambiente e mai servita direttamente dal frigorifero.
  5. Effetto monotonia. Il gatto può mostrare un’avversione crescente verso gli alimenti a lui familiari, infatti generalmente ama variare gusti e consistenze. È fondamentale ricordare che il passaggio da un alimento ad un altro deve essere fatto gradualmente nell’arco di 7-10 giorni.

 

Per fattori ambientali

  1. Trasloco e cambio dell’abitazione. Questo evento non risulta problematico solamente per un umano, ma può comportare disagio anche nel gatto. Sicuramente bisognerà avere pazienza e comprensione, aiutando il gatto a ristabilire la propria routine. Sarà importante arricchire l’ambiente posizionando la cuccia in un luogo sicuro e le ciotole in un luogo tranquillo lontano dalla lettiera.
  2. Competizione con un altro gatto presente nel nucleo familiare. Per evitare situazioni di disagio, sarà importante che ogni gatto abbia la propria ciotola del cibo e dell’acqua per evitare eventuali situazioni stressanti da carenza di risorse.
  3. Alimenti forniti da altre persone. Qualora il gatto abbia accesso agli spazi esterni, potrebbe accadere che un vicino particolarmente affezionato gli offra del cibo molto allettante e il gatto rientri nella propria abitazione dopo essersi nutrito altrove e apparendo inappetente agli occhi del legittimo proprietario. In questo caso non resta che programmare un breve e amichevole chiarimento con il vicino di casa.
  4. Fattori climatici. Anche il clima e gli eventi metereologici possono influire sull’appetito del gatto, per esempio il caldo afoso dell’estate potrebbe indurre il gatto a mangiare di meno.  Sarà opportuno posizionare la ciotola in una stanza fresca e tranquilla.

 

Per motivi di salute.

L’elenco che segue non si propone di essere esaustivo, ma solamente dimostrativo, enumerando alcuni dei casi più frequenti di patologie che comportano un calo dell’appetito o la totale anoressia in un gatto.

  1. Patologie del cavo orale. Come ad esempio la gengivite ovvero l’infiammazione delle gengive oppure la presenza di ascessi a livello dentale. Queste patologie possono rendere dolorosa o impossibile la prensione, la masticazione e l’ingestione dell’alimento.
  2. Malattie delle vie aeree superiori. Ad esempio in presenza di una rinite cronica si può osservare una riduzione dell’olfatto del gatto che si mostrerà poco attratto dall’alimento offerto.
  3. In situazioni come ad esempio: stati febbrili, disordini gastrointestinali o in presenza di insufficienza renale cronica si può osservare inappetenza nel gatto.

 

RIVOLGERSI AL VETERINARIO 

Ai primi segnali di inappetenza e rifiuto del cibo è fondamentale che il proprietario si rechi tempestivamente dal medico veterinario che effettuerà un percorso diagnostico per determinare la causa e scegliere la strategia terapeutica adeguata. È imprescindibile l’intervento del medico veterinario ed è importante che il proprietario non faccia passare più di 24 ore prima di contattarlo.