Gatto obeso o sovrappeso: dieta e consigli per dimagrire

Un gatto obeso o in sovrappeso può andare incontro a problemi e malattie: scopri tutti i consigli ed il cibo giusto per una sana dieta dimagrante.

L’obesità è definita come un accumulo di eccessive quantità di tessuto adiposo nel corpo ed è considerata la più comune patologia nutrizionale dei Paesi industrializzati. Sia l’uomo che gli animali sono colpiti da questa malattia: da uno studio condotto a livello europeo è emerso che il tasso di sovrappeso e obesità tra gli animali domestici varia tra il 25 e 45%.

Lo stile di vita domestico rappresenta uno dei fattori di rischio: il 50% dei gatti in sovrappeso vive in appartamento e solo il 36% in giardino. Circa un terzo dei gatti portati in visita presso le cliniche veterinarie risulta essere obeso.

L’obesità predispone ad altre importanti malattie quali diabete, problemi epatici artrosi, neoplasie, infiammazioni, stomatiti, malattie cardio-vascolari, dermatiti, infezioni delle basse vie urinarie oltre a ridurre l’aspettativa di vita del gatto.

Obesità nel gatto 

Il tessuto adiposo è sempre stato considerato un apparato “statico”, non capace di svolgere funzioni all’interno dell’organismo. In realtà esso rappresenta un organo endocrino a tutti gli effetti: contiene lipidi, adipociti, macrofagi, leucociti, fibroblasti nonché cellule staminali. Si suddivide in tessuto bianco (attivo) e tessuto bruno (di deposito).

Produce adipochine (ormoni propri del tessuto adiposo) quali leptina, adiponectina e resistina. La prima viene secreta dal tessuto adiposo bianco, è un ormone anoressizzante e la sua concentrazione corporea aumenta dopo un pasto; i suoi recettori presenti nell’ipotalamo agiscono riducendo il senso della fame. Per cause ancora in fase di studio, in alcuni gatti obesi si è riscontrata una leptino-resistenza: l’ipotalamo in alcuni soggetti non sembra essere sensibile all’azione della leptina che pertanto risulta inefficace; il risultato è un animale con un ridotto senso della sazietà che continua ad alimentarsi in modo eccessivo.

L’altro ormone è l’adiponectina, che favorisce l’ingresso del glucosio all’interno delle cellule; un’alterazione nella sintesi di tale adipochina causa insulino-resistenza e diabete. La resistina è prodotta dagli adipociti e regola sia il sistema renina-angiotensina che l’azione dell’insulina; un’alterazione nella sua produzione crea squilibri organici importanti.

Nel gatto obeso l’eccesso di fenomeni ossidativi induce un processo infiammatorio vero e proprio del tessuto adiposo con attivazione di macrofagi e monociti, rilascio di interleuchine e citochine che inibiscono il rilascio di adiponectina. Quando il tessuto adiposo si espande in individui obesi si innesca un processo infiammatorio conseguente allo stress ossidativo, all’eccessiva produzione di acidi grassi e alla necrosi cellulare.

Le cause dell’obesità sono multifattoriali. La prima è relativa a uno squilibrio energetico, che si verifica quando la quantità di energia assunta con l’alimentazione supera il dispendio energetico dell’organismo. Diete con eccessivo apporto di calorie (cibi ad elevato contenuto energetico, eccesso di cibi o snack ecc.) o una riduzione della spesa energetica (ridotta attività metabolica, mancata attività fisica, immobilità conseguente a traumi ecc.) immettono nell’organismo più energia di quella che il gatto riesce a consumare, con tendenza da parte dello stesso ad ingrassare.

Il gatto che vive in casa ha una maggiore difficoltà, a differenza del cane, a disperdere il surplus di energia: mentre il cane attraverso l’esercizio fisico può consumare l’eccessivo apporto energetico, il gatto è più difficile da gestire sotto questo punto di vista. Inoltre molti proprietari di gatti decidono di alimentarlo “ad libitum” non curandosi del rischio di sovralimentazione: il gatto chiede il cibo insistentemente e il padrone prontamente gli riempie la ciotola.

La sterilizzazione rappresenta una causa di aumento di peso corporeo: i cambiamenti ormonali che inducono variazioni nei livelli di leptina, progestinici e altri importanti ormoni si traducono in un aumento dell’appetito e in una riduzione del metabolismo. Nei gatti c’è anche una predisposizione genetica all’obesità (come viene anche nelle persone) e sembra che siano soprattutto i gatti domestici a pelo corto a esserne maggiormente colpiti.

L’attività fisica permette il maggior dispendio energetico. Purtroppo i gatti che vivono in casa non sono in grado di compiere una intensa attività fisica se non stimolati con giochi e attività scelte dal proprietario (da qui il consiglio di effettuare arricchimenti ambientali così da non far annoiare il gatto quando lo si lascia solo in casa).

Il cibo e l’alimentazione sono i maggiori fattori di rischio per l’insorgenza dell’obesità. I gatti che vivono all’interno delle mura domestiche spesso assumono diete con contenuto in carboidrati maggiore rispetto al loro reale fabbisogno.

Anche alcuni farmaci possono alterare l’assunzione calorica (ad esempio glucocorticoidi e anticonvulsivanti). Endocrinopatie quali ipotiroidismo, iperadrenocorticismo, il diabete mellito e l’insulinoma sono patologie che influiscono notevolmente sull’obesità.

Alimentazione gatti obesi o sovrappeso 

Il primo concetto da considerare è il fabbisogno energetico del gatto: è sedentario e vive in casa? In tal caso 50 kcal x kg p.c sono sufficienti come apporto energetico giornaliero; maggiori calorie portano al surplus energetico che causa obesità.

Per far dimagrire un soggetto obeso è necessario ridurre l’assunzione di energia, ridurre la massa grassa senza intaccare quella magra, stimolare il senso di sazietà, proseguire la dieta per lunghi periodi e aumentare l’attività fisica così da bruciare i grassi. La perdita di peso non deve essere superiore dell’1-2% alla settimana così da non indurre lipidosi epatica.

Il cibo deve essere sempre pesato ad ogni singola somministrazione. In caso di obesità, in seguito a raccomandazione da parte del veterinario, è possibile somministrare al gatto PURINA PRO PLAN VETERINARY DIETS OM Obesity Management alimento dietetico completo per gatti adulti per la riduzione del peso corporeo, disponibile sia nella versione secco che umido.

Il monitoraggio del gatto è un’altra fase delicata del percorso di dimagrimento; va sempre eseguito con l’aiuto del Medico Veterinario che prescriverà un regime dietetico appropriato. Nelle prime settimane il veterinario chiede al proprietario di portare il gatto in ambulatorio per le visite di controllo ogni 2 settimane; ogni volta l’animale viene pesato e si valuta sia la corretta perdita di peso sia il giusto apporto calorico con la dieta.

Successivamente le visite sono più diradate nel tempo con l’animale che viene pesato ogni 4 settimane. Nel momento in cui il gatto si avvicina al peso forma, allora si ritorna ad effettuare controlli ogni 2 settimane. Una volta raggiunto l’obiettivo bisogna somministrare una quantità di cibo necessaria a mantenere il peso forma.

Per un’alimentazione adatta a gatti sterilizzati si possono utilizzare crocchette e cibo umido della linea Purina Pro Plan Sterilised, disponibile in vari gusti (tra cui salmone, coniglio e tacchino). Altre possibili soluzioni sono Purina Pro Plan Light Gatto Crocchette ricco in tacchino e Cat Chow Sterilized Gatto Crocchette ricco in Pollo per il secco e per l’umido Purina Pro Plan Nutri Savour Sterilised Gatto Bocconcini con Pesce dell'Oceano in Gelatina Purina One Filettini in salsa Gatto Sterilcat.

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Consigli per aiutare il gatto a dimagrire 

Il percorso di dimagrimento è molto lungo e impegnativo e necessita di una forte motivazione del proprietario. Il rapporto proprietario-gatto gioca un ruolo importante per l’insorgenza dell’obesità.

Il comportamento felino è spesso frainteso dal proprietario. In molti interpretano il comportamento affettuoso dell’animale come richiesta di cibo. Quando il gatto cerca il contatto del proprietario magari vuole solamente essere coccolato o vuole giocare. Chiede semplicemente attenzione. Se ogni volta che si avvicina al padrone gli viene offerto cibo, questo fungerà da rinforzo positivo e il gatto imparerà subito che cercare il contatto col proprietario porterà ad una ricompensa alimentare.

È necessario durante il percorso aumentare l’esercizio fisico e le attività d’interazione del gatto con il proprietario così da incrementare i livelli di energia utilizzati dall’animale. L’attività fisica aiuta a gestire il peso corporeo consumando calorie e preservando la massa corporea magra.

Il gioco pertanto deve essere stimolante, cioè deve impegnare mentalmente il gatto, e nello stesso deve aumentare l’attività motoria e la coordinazione. Naturalmente bisogna scegliere il gioco più adatto all’età dell’animale. Non necessariamente i giochi devono essere comprati in un negozio; ad esempio un buon esercizio è quello di far salire e scendere il gatto dalla sedia o farlo salire su una mensola.

Naturalmente il concetto del “prevenire è meglio che curare” vale anche per il gatto. Gli adipociti che sono le cellule del tessuto adiposo si sviluppano durante l’accrescimento; un eccessivo numero di adipociti conseguente ad una eccessiva alimentazione predispone all’obesità. Quindi controllare il gatto dal punto di vista alimentare già da cucciolo può essere un buon modo per salvaguardare la salute dell’animale in futuro. Imparare a pesare il cibo da somministrare giornalmente e la scelta del cibo qualitativamente più valido può essere una valida strategia per prevenire gli incrementi di peso insieme all’esercizio fisico quotidiano.