Leishmaniosi Cane: cos’è e come prevenirla

Scopriamo cos'è la leishmaniosi quali sono le sue cause e i sintomi che colpiscono i nostri cagnolini. Come possiamo curarla in maniera efficace?

La patologia nota come Leishmaniosi canina (LCan) risulta causata da Leishmania infantum (Kinetoplastida: Trypanosomatidae), un protozoo caratterizzato dalla presenza di un evidente “organello mitocondriale” a sua volta definito kinetoplasto. I primi a subire delle alterazioni sono però i promastigoti degli insetti vettori (i flebotomi delle specie Phlebotomus perniciosus, P. ariasi, P. perfiliewi, P. neglectus e P. tobbi), o meglio le femmine di questa specie, con i promastigoti flagellati che tendono a moltiplicarsi nello stomaco dell’insetto.

Al momento del pasto il flebotomo inocula il protozoo Leishmania infantum nella sede intradermica del cane, o di una delle altre specie soggette (tra cui l’uomo). A quel punto i macrofagi presenti nel tessuto connettivo fagocitano i promastigoti, che abbandonano la forma flagellata per una meno tondeggiante; assumono inoltre la definizione di amastigoti e inizieranno a replicarsi nei macrofagi diffondendo l’infezione ad altri fagociti.

Non tutti i cani attaccati da un flebotomo femmina vettore risultano colpiti da Leishmaniosi canina. Ciò dipende dalla risposta immunitaria di ciascun soggetto, che se adeguata respingerà l’infezione senza particolari conseguenze per l’animale. In caso di difese immunitarie compromesse o momentaneamente deficitarie è possibile che il semplice pasto di sangue della Phlebotomus perniciosus (o di una delle altre specie vettore) sfoci nella patologia.

Gli indispensabili per il tuo pet

La diagnosi di Leishmaniosi canina può avvenire attraverso vari strumenti:

  • la diagnostica per immagini (in presenza di lesioni renali o epato-splenomegalia),
  • con esami del sangue e delle urine,
  • con esami citologici o istologici o con metodi di indagine parassitologica (colturale e xenodiagnosi),
  • molecolari (PCR convenzionale, Nested o quantitativa)
  • sierologici (immunomigrazione rapida, Test ELISA, IFAT).

In virtù del fatto che lo sviluppo della Leishmaniosi canina può richiedere da poche settimane a diversi mesi sono state messe a punto alcune definizioni specifiche per il cane, che può essere:

  • esposto (clinicamente sano, ma con titoli anticorpali specifici non superiori a 4 volte il valore soglia);
  • infetto (quando risulta la presenza del parassita attraverso gli esami diretti (es. PCR) o indiretti);
    • esposto (clinicamente sano, ma con titoli anticorpali specifici non superiori a 4 volte il valore soglia);
    • infetto (quando risulta la presenza del parassita attraverso gli esami diretti (es. PCR) o indiretti);
      • la diagnostica per immagini (in presenza di lesioni renali o epato-splenomegalia),
      • con esami del sangue e delle urine,
      • con esami citologici o istologici o con metodi di indagine parassitologica (colturale e xenodiagnosi),
      • molecolari (PCR convenzionale, Nested o quantitativa)
      • sierologici (immunomigrazione rapida, Test ELISA, IFAT).malato (quando sono evidenti i segni clinici associati alla patologia). 

        La patologia nota come Leishmaniosi canina (LCan) risulta causata da Leishmania infantum (Kinetoplastida: Trypanosomatidae), un protozoo caratterizzato dalla presenza di un evidente “organello mitocondriale” a sua volta definito kinetoplasto. I primi a subire delle alterazioni sono però i promastigoti degli insetti vettori (i flebotomi delle specie Phlebotomus perniciosus, P. ariasi, P. perfiliewi, P. neglectus e P. tobbi), o meglio le femmine di questa specie, con i promastigoti flagellati che tendono a moltiplicarsi nello stomaco dell’insetto 

        Al momento del pasto il flebotomo inocula il protozoo Leishmania infantum nella sede intradermica del cane, o di una delle altre specie soggette (tra cui l’uomo). A quel punto i macrofagi presenti nel tessuto connettivo fagocitano i promastigoti, che abbandonano la forma flagellata per una meno tondeggiante; assumono inoltre la definizione di amastigoti e inizieranno a replicarsi nei macrofagi diffondendo l’infezione ad altri fagociti 

        Non tutti i cani attaccati da un flebotomo femmina vettore risultano colpiti da Leishmaniosi canina. Ciò dipende dalla risposta immunitaria di ciascun soggetto, che se adeguata respingerà l’infezione senza particolari conseguenze per l’animale. In caso di difese immunitarie compromesse o momentaneamente deficitarie è possibile che il semplice pasto di sangue della Phlebotomus perniciosus (o di una delle altre specie vettore) sfoci nella patologia.

        La diagnosi di Leishmaniosi canina può avvenire attraverso vari strumenti:

        malato (quando sono evidenti i segni clinici associati alla patologia).

In virtù del fatto che lo sviluppo della Leishmaniosi canina può richiedere da poche settimane a diversi mesi sono state messe a punto alcune definizioni specifiche per il cane, che può essere valida opzione potrebbe essere l’adozione di una dieta ipoproteica. In questo caso si raccomanda di chiedere il parere di un medico veterinario e di seguire le specifiche indicazioni. 

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