Quanto Deve Bere un Gatto?

Quanto Deve Bere un Gatto?

QUANTO DEVE BERE UN GATTO? 

Perché i gatti bevono poco? Perché i gatti domestici derivano da specie feline originarie dei climi caldi, più specificatamente dalle regioni desertiche dell’Africa Settentrionale. Furono addomesticati dagli antichi Egizi che li considerarono un valido aiuto per proteggere le loro immense derrate alimentari di grano, fungendo da derattizzatori naturali ed economici. Dall’Africa Settentrionale il gatto, divenuto domestico, venne ad espandersi fra le prime comunità del Vicino Oriente, come il popolo dei Fenici che, grandi navigatori quali erano, li diffusero in tutte le coste del Mar Mediterraneo, portandoli finalmente anche in Europa.

La vita nel deserto presuppone per gli animali che ci vivono la capacità di conservare al massimo i liquidi corporei, come avviene per cammelli e dromedari.

QUANTO DEVE BERE UN GATTO? 

I gatti a vita libera e i gatti domestici con accesso all’esterno, assumono i liquidi di cui necessitano per il loro organismo direttamente dalle prede, i cui tessuti contengono circa il 50-60% d’acqua. Nelle nostre case è il proprietario che deve coscienziosamente lasciare acqua fresca e pulita a disposizione del gatto e mettere in atto una serie di strategie per incoraggiarli a bere di più, come ad esempio fornire alimenti umidi. Talvolta alcuni gatti preferiscono sgranocchiare i croccantini: che fare? Una soluzione potrebbe essere quella di ricorrere all’alimentazione mista: crocchette più umido, ricordandosi di rispettare sempre le razioni giornaliere che vengono riportate sulle confezioni per evitare di sovralimentare o sottoalimentare il gatto.

IL GATTO BEVE POCO: COME AIUTARLO A BERE 

  1. fornirgli nella ciotola sempre acqua fresca e pulita.
  2. Scegliere ciotole di materiale che non alteri con odori strani la purezza dell’acqua: preferire quelle in acciaio, in ceramica e in vetro piuttosto che quelle in plastica.
  3. Proporgli ciotole sufficientemente grandi in modo che il gatto non sia infastidito sfiorandone i bordi con le vibrisse.
  4. Lavare e soprattutto risciacquare molto bene la ciotola in modo che l’odore dei detergenti non infastidisca il gatto, facendolo desistere dall’abbeverata.
  5. Porre più ciotole in diverse parti della casa in modo che il gatto venga stimolato a bere in ogni situazione.
  6. Scegliere luoghi appartati e freschi dove posizionare la ciotola in modo che il gatto possa bere senza essere disturbato.
  7. Proporre al gatto le fontanelle d’acqua con uno zampillo o un’onda costante, dato che si è notato come questi fattori inducano il gatto a bere destando la sua curiosità.
  8. Si potrebbe concedere al gatto di bere da un rubinetto di casa dal quale lasciare scendere delle goccioline d’acqua nel corso della giornata; anche questo si è notato attira molto l’interesse di alcuni gatti che ne approfittano per ripetute bevute.

FONTI

S.J. Birchard R.G. Shering – CLINICA DEI PICCOLI ANIMALI

Wolter – L’alimentazione del cane e del gatto

Redazionale Purina

Publiredazionale Purina

Esperienza clinica ambulatoriale personale Dottor Alberto Franchi iscritto O.M.V. di Verona n° 425 dal 1986

 

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