Inappetenza gatto: come combatterla

Inappetenza gatto: come combatterla

Fra tutti gli animali domestici, il gatto è noto soprattutto per la sua grande indipendenza. Un'inclinazione, quella per l'autonomia, che solitamente si riflette anche sul cibo: a differenza del cane, il quale tende ad alimentarsi ogni volta che ne ha occasione, il felino può convivere serenamente con una ciotola piena sempre a disposizione, senza variare in modo sensibile l'equilibrio della sua dieta. Eppure, può capitare che, nonostante venga offerto all'animale del cibo gustoso e di elevata qualità, il gatto manifesti un certo disinteresse: come deve essere quindi interpretata l'inappetenza del quadrupede e, soprattutto, quali sono i modi per combatterla?


Naturalmente, quando si verifica una variazione della normale dieta del gatto oppure quando lo stesso assume comportamenti inconsueti nei confronti del cibo, lo specialista di riferimento rimane il veterinario, il quale potrà controllare a fondo le condizioni di salute dell'animale e proporre le più idonee soluzioni.

Inappetenza dei gatti saltuaria e stagionale

La forma più frequente di inappetenza del gatto, e fortunatamente anche la meno preoccupante, è quella legata alle abitudini e alla quotidianità del felino. Può capitare, di tanto in tanto, che il quadrupede manifesti un momentaneo disinteresse per il cibo, spesso dovuto dalla noia di pasti sempre uguali. In questo caso, sarà più che sufficiente variare la dieta per riportare l'amico domestico al suo consueto ritmo: alle più classiche crocchette, ad esempio, potranno essere alternati cibo umido, snack e molti altri prodotti facilmente reperibili in commercio.

Vi può essere, inoltre, un'inappetenza legata alla stagione. Ad esempio, a ridosso con l'estate il gatto tende a mangiare meno, poiché il processo digestivo risulta appesantito dall'elevata temperatura. È bene quindi integrare maggiormente i liquidi, anche con del cibo umido, e preferire soluzioni leggere e rinfrescanti. Non ultimo, sulla fame del felino possono influire anche fenomeni ambientali, come la già citata noia, lo stress, la depressione o l'aggressività, tutti fattori da valutare sempre con il veterinario.

Inappetenza da condizione pregressa

 Oltre ai fenomeni legati all'abitudine o al comportamento dell'animale, l'inappetenza del gatto può essere dovuta anche a condizioni pregresse, quali problematiche varie di salute. Le malattie infettive, fra le tante, possono determinare un'infiammazione dell'apparato digerente che può rendere la nutrizione faticosa: si elencano la FIV, la FELV, infezioni alle vie respiratorie e molto altro. A queste si aggiungono patologie non di natura infettiva, ma non per questo meno fastidiose o gravi, come reazioni autoimmuni, tumori e via dicendo.

A volte, la mancanza di appetito potrebbe essere connessa a un blocco digestivo, sia a livello di stomaco che intestino, quale la presenza di una palla di pelo bloccata o l'ingestione fortuita di un oggetto non commestibile. In questo caso, il gatto potrebbe sforzarsi tentando di indurre il vomito, senza però risultati. Contribuiscono quindi disfunzioni metaboliche, come nel caso del diabete o delle alterazioni alla tiroide in età adulta, ma anche la nausea causata da condizioni solitamente passeggere come la gravidanza, una febbre momentanea o l'alterazione dell'olfatto. Quando il gatto non riesce a percepire pienamente gli odori, infatti, tende a rifiutare il cibo poiché scarsamente in grado di identificarlo.

Cibi per gatti inappetenti

Così come già accennato, il primo passo da compiere è quello di portare il felino dal veterinario, affinché possano essere verificare le condizioni di salute dell'animale e intrapreso, se necessario, l'adeguato percorso di cura. In alcuni casi, l'esperto potrebbe consigliare anche farmaci, alimenti specifici o integratori per riportare il senso di fame del gatto a livelli normali.

Quando l'inappetenza è dovuta a noia, abitudini o stagionalità, la soluzione non risiede soltanto nell'alimentazione, ma anche nelle routine di vita. Giocare di più con il gatto, predisporre un nuovo percorso sensoriale o comprare un nuovo giocattolo: tutto risulterà d'aiuto. Ottimi sono anche quei piccoli giochi, come le palline di plastica, che possono contenere croccantini e rilasciarne pochi alla volta a seconda dell'impegno del felino: stimoleranno di certo la sua curiosità.


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