Come mettere il gatto nel trasportino: 7 consigli utili

Come mettere il gatto nel trasportino: 7 consigli utili

Come mettere il gatto nel suo trasportino

Il trasportino è un elemento essenziale per la cura e la gestione quotidiana del gatto: è infatti necessario per effettuare qualsiasi spostamento, si tratti di una visita dal veterinario oppure della partenza per una vacanza. Di primo acchito, però, potrebbe risultare tutto fuorché semplice abituare il felino a entrare autonomamente nella sua gabbietta, poiché il quadrupede potrebbe risultare diffidente, spaventato o semplicemente non collaborativo.

Ma quali sono le tipologie più diffuse sul mercato e quali sono i consigli più utili su come mettere il gatto nel trasportino?

Dato che ogni gatto presenta un proprio carattere e specifiche inclinazioni, il primo passo da compiere è quello di capire quale delle tante tipologie di trasportino più si adatta alle sue esigenze. Una volta acquistato lo strumento, vi sono sette consigli da mettere in pratica per garantire al vostro amico felino un'esperienza del tutto priva di stress. Naturalmente, ogni scelta dovrà essere effettuata in concerto con il proprio veterinario, soprattutto in presenza di esemplari ansiosi. 

Tipi di trasportini per gatti 

Così come già accennato, sul mercato esistono diverse tipologie di trasportino, pensate per assolvere a necessità altrettanto differenziate. La scelta deve tenere in considerazione alcuni fattori, quali la destinazione d'uso, la grandezza del felino, la durata del viaggio e molto altro ancora. Di norma, i modelli disponibili per l'acquisto sono suddivisi come segue: 

  • Trasportino morbido: realizzato in fibre naturali o sintetiche, in stoffa morbida con rinforzi in cartone o pelle, questa soluzione è una delle più diffuse. Viene solitamente scelta per cuccioli o felini di dimensioni ridotte, data la sua comodità, considerando come spesso includa cinghie per l'uso a tracolla. Il ricorso è limitato a spostamenti di breve durata, non più di un'ora, poiché l'animale è limitato nei suoi movimenti e i materiali non sono idonei per il contenimento di eventuali deiezioni;
  • Trasportino rigido: alternativa altrettanto diffusa, è realizzata in plastica solida oppure metallo, con un'apertura frontale per permettere il comodo alloggiamento dell'animale. Garantisce una maggiore protezione agli urti, contiene eventuali deiezioni ed è ideale sia per cuccioli che gatti adulti, anche per spostamenti mediamente lunghi come viaggi in auto;
  • Trasportino rigido da aereo: simile al precedente nell'aspetto, presenta delle dimensioni più generose, affinché l'animale possa godere di una maggiore capacità di movimento, considerata la durata tipica di un volo in aereo. Realizzato con plastica resistente e rinforzato con elementi antiurto, incorpora anche speciali alloggiamenti per il cibo e per l'acqua. Oltre che per gli spostamenti in aereo, questa soluzione è scelta anche dai proprietari di gatti grandi, quali ad esempio i Maine Coon, data la taglia poco adatta ai trasportini rigidi classici;
  • Trasportino a zaino: introdotto recentemente sul mercato, questo trasportino prevede un alloggiamento morbido oppure rigido in materiale antiurto, rifinito con griglie di ventilazione, aperture e oblò per consentire all'animale di osservare l'esterno durante il viaggio. Indicato per i brevi tragitti, può essere la soluzione di preferenza per chi si sposta con i mezzi pubblici, a piedi oppure in bicicletta.

Come abituare il gatto al trasportino: 7 consigli

Una volta scelto il miglior trasportino per il proprio felino, è necessario concedere all'animale del tempo affinché si possa abituare all'uso. Si tratta di un processo non sempre immediato, a seconda del carattere e delle inclinazioni del quadrupede, e richiede una certa preparazione da parte del proprietario. Di seguito 7 consigli utili, da valutare anche con il proprio veterinario: 

  1. Primo contatto: dopo l'acquisto del trasportino, e in grande anticipo rispetto alla data del viaggio, è utile permettere all'animale di familiarizzare con questa nuova presenza nella sua vita quotidiana. Ideale è adagiare il trasportino aperto sul pavimento, affinché l'animale vi si possa avvicinare in autonomia, permettendogli di entrare e uscire a piacere;
  2. Cibo e acqua: per aiutare il gatto a ridurre l'istintiva diffidenza nei confronti del trasportino, una buona strategia potrebbe essere quella di adagiarvi all'interno qualche crocchetta e una ciotola d'acqua: in questo modo, l'animale sarà pronto ad associare allo strumento una sensazione di curiosità e piacere;
  3. Rinforzo positivo: quando il quadrupede comincia a mostrare i primi segni di interesse verso il trasportino, ad esempio entrandoci momentaneamente, può essere indicato premiarlo approfittando del rinforzo positivo. Una carezza, un piccolo snack, un paio di crocchette: il premio aiuta l'animale ad associare sensazioni positive alla novità. Allo stesso modo, si può rendere l'interno della gabbietta più invitante inserendo la coperta preferita dal gatto o, ancora, dei giocattoli;
  4. Ferormoni ed erba gatta: in caso il gatto non volesse saperne di avvicinarsi al trasportino, nonostante varie strategie già messe in atto, è consigliato ricorrere ad alcune soluzioni per attirare le sue curiosità. Il veterinario potrebbe ad esempio suggerire dei ferormoni, da spruzzare direttamente nell'alloggiamento. In alternativa, si potrebbe ricorrere all'erba gatta, capace sia di attirare le attenzioni dell'animale che di calmarlo, sebbene non tutti i quadrupedi ne risultino attratti;
  5. Chiudere lo sportello: quando l'animale avrà preso maggiore confidenza con lo strumento, entrandoci autonomamente, sarà necessario abituarlo alla chiusura dello sportello. Inizialmente solo per pochi istanti, al solo scopo di monitorarne la reazione, aumentando progressivamente il tempo a ogni tentativo;
  6. Test a piedi: presa familiarità con il trasportino, si suggerisce di vagliare la reazione del gatto agli spostamenti a piedi, per abituarlo alle oscillazioni. Si può iniziare già all'interno dell'abitazione, ad esempio passando da una stanza all'altra e poi fermandosi per qualche secondo, per poi tentare tragitti leggermente più lunghi, ad esempio raggiungendo il giardino;
  7. Test in auto: come ultimo passaggio, è utile effettuare un test di trasporto sulla propria vettura, un piccolo tragitto per abituare il gatto in vista di viaggi futuri più lunghi. Si inizia con percorsi molto brevi, come le strade adiacenti alla propria abitazione, per poi aumentare la distanza a ogni tentativo. 

Infine, si raccomanda di non sottoporre il gatto a stress eccessivi, poiché è necessario rispettare i suoi tempi. In caso di agitazione oppure reazioni aggressive, è necessario sviluppare un approccio mirato con il veterinario di fiducia.

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