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Sai cosa fare sei il tuo cane ha una Crisi Epilettica?

Le crisi epilettiche possono colpire anche il cane. Quando avviene una crisi epilettica assistiamo ad una condizione neurologica che può scatenare una serie di reazioni fisiche, quali convulsioni o spasmi involontari di intensità e tempistiche variabili, tali da poter condurre alla perdita di coscienza. Non sempre è facile identificare le crisi epilettiche perché i sintomi possono risultare simili ad altri disturbi, per questo motivo è indispensabile imparare a comprendere l’epilessia, anche grazie al supporto del veterinario di fiducia, così da intervenire in modo tempestivo.

 

Crisi epilettiche, cosa sono

Le crisi epilettiche sono la manifestazione fisica dell’epilessia: un disturbo con variazione di tipo transitorio e involontario dello stato neurologico e del comportamento delle cellule della corteccia cerebrale, sia umane che canine. Possono manifestarsi in modo temporaneo, ma anche sporadico, oppure ricorrente. La loro origine è ancora al vaglio degli studiosi che hanno identificato solo una parte delle cause intracraniche: malformazioni e malattie cerebrali, intossicazioni, lesioni, ictus e tumori (epilessia secondaria o acquisita), ma anche disturbi della sfera cerebrale di origine genetica, che comportano l’esclusione di altre patologie e cause. In quest’ultimo caso si parla di epilessia idiopatica. Le convulsioni, in quanto tali, possono presentarsi anche come conseguenza di altre malattie, che possono concorrere nel provocare il classico tremore convulsivo involontario. Le crisi non sono mai eventi casuali e possono manifestarsi anche come conseguenza diretta di un accumulo di stress, con mancanza di sonno, stimoli luminosi o rumorosi improvvisi e disturbanti.

 

Crisi epilettiche: sintomi

Riconoscere i sintomi di un attacco epilettico non è sempre semplice: il cane potrebbe sperimentare un attacco durante l’assenza lavorativa del proprietario, riprendendosi prima del suo rientro. A complicare la diagnosi vi è l’impossibilità di assistervi anche da parte del veterinario, quindi la difficoltà nell’effettuare un EEG (tracciato elettroencefalografico) al cane. La crisi può giungere singolarmente, a distanza di 24 ore dalla successiva, oppure con una frequenza maggiore, definita cluster di crisi. Inoltre può durare anche più di cinque minuti, con una frequenza temporale minima tra un attacco e l’altro e con perdita costante della coscienza da parte del cane (stato di male epilettico). La crisi epilettica solitamente viene preannunciata da alcuni sintomi (fase aura), che compaiono nel momento in cui nel cervello del cane si genera un’attività anomala. Tra questi si segnalano stordimento, abbattimento, disorientamento e ricerca di rassicurazione. La crisi spinge il cane a terra sul fianco, determinando irrigidimento muscolare, salivazione eccessiva e movimenti incontrollati degli arti, spingendolo a mordersi la mascella e a rilasciare urina e feci in modo incontrollato. La durata dell’attacco si aggira tra i 60 e i 90 secondi: un cane anziano è maggiormente soggetto a questo genere di manifestazioni, anche a causa della presenza concomitante di svariate patologie e disturbi, che possono presentarsi con l’avanzare del tempo.

 

Crisi epilettiche, cosa fare

Durante una crisi epilettica canina è indispensabile mantenere la calma, cercando di monitorare la tempistica dell’evento, annotando comportamenti e tipologia di spasmi, così da riportare tutto al veterinario, se possibile filmando l’evento. Durante la crisi è importante allontanare gli altri animali di casa, per evitare che venga aggredito, a causa dello spavento che potrebbero causare gli spasmi muscolari.

È consigliato sistemare la testa del cane sopra un cuscino morbido, controllandolo a distanza senza cercare di abbracciarlo, accarezzarlo o inserendo dita e mani nella sua bocca. Il cane non avrà coscienza di sé stesso, per questo è indispensabile permettergli di scaricare la crisi rispettandone le tempistiche: a fine attacco potrebbe apparire confuso, barcollante, disorientato e con cecità transitoria. Potrebbe apparire maggiormente assetato e affamato (polidipsia e polifagia), oppure cadere vittima di una nuova crisi: è indispensabile relazionarsi subito con il veterinario, in particolare se gli attacchi avvengono in successione senza recupero della coscienza: una situazione altamente pericolosa per la sua vita.

 

Cure e alimentazione

Il veterinario dovrà effettuare una serie di esami e visite specifiche, come ad esempio un controllo neurologico seguito da un emocromo completo, un controllo cardiaco e addominale, l’esame delle urine e delle feci, quindi TAC o risonanza magnetica con esame del liquor. Il medico, una volta che avrà escluso altre cause per le convulsioni e certificata l’epilessia, potrà prescrivere una cura a base di anticonvulsivi che terranno sotto controllo gli attacchi, in particolare se continuativi. Un aiuto ulteriore potrebbe giungere dall’alimentazione. Purina, per nutrire corpo e mente in modo equilibrato, ha creato PURINA PRO PLAN NC Neurocare: un alimento completo con nutrienti indispensabili per adulti e anziani. Il prodotto contiene trigliceridi a media catena, Omega-3, vitamine antiossidanti E e C oltre alle proteine necessarie per il mantenimento della massa muscolare.